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Garda, ecco 34 Comuni che vogliono estendere il fotovoltaico

È finito il tempo delle parole, il Garda è ora pienamente sulla rotta della transizione ecologica. In ritardo rispetto al altri paesi, soprattutto del Nord Europa, ma proiettato a fare presto e bene.

Nelle ultime settimane è tutto un susseguirsi di Consigli comunali a dibattere di Comunità energetiche rinnovabili (Cer): Desenzano ha già detto sì, idem Moniga e Polpenazze nei giorni scorsi.

Sulle tematiche ambientali, nelle pubbliche amministrazioni, pare sia venuto il momento di fare sul serio.

E una dimostrazione semplice di questo, che va anche al di là delle Cer, è la recente inaugurazione, a San Felice Comune apripista, della prima colonnina di ricarica per imbarcazioni elettriche voluta da Autorità di bacino, Amministrazione comunale e Garda Uno.

Proprio Garda Uno sta giocando un ruolo essenziale: sta, se vogliamo, creando massa critica. E mettendo a frutto lavoro e investimenti in sostenibilità degli ultimi anni.

La multiutility punta a diventare il riferimento tecnico dei Comuni nel processo di transizione, il partner che li affiancherà nella costituzione della Cer del Garda.

L’obiettivo è non solo realizzare impianti energetici sostenibili attraverso percorsi di condivisione, ma anche colmare un gap: fornire una risposta a quei cittadini, e sono numerosi, che nel corso degli anni avrebbero voluto realizzare il proprio impianto domestico, ma che per svariare ragioni (non ultime, paesaggistiche) non hanno potuto. Nei Consigli comunali si sta discutendo proprio di questo: di come cominciare a farlo.

Il piano è già scritto: i 34 Comuni (tutti i Comuni del Lago, ma anche quelli non lacustri serviti da Garda Uno) sui punta a un incremento esponenziale degli impianti fotovoltaici (ma anche idroelettrici) esistenti sugli edifici pubblici: ora ne sono attivi 265, se ne aggiungeranno 141.

Cosa che farà aumentare la produzione annua di kWh a favore della Cer di parecchio: da 910.027 kWh a 14.464.953 kWh. Per percorrerla occorre prima il planetario delle Amministrazioni (e siamo in questa fase), poi il denaro.

Su due piste: il Pnrr, che ha stanziato 59 milioni per le Cer nei Comuni al di sotto dei 5mila abitanti (c’è però una mozione che punta a innalzare questo limite); la Regione, che ha già emanato una legge e per ora messo a disposizione più di 20 milioni.

A.S.

Fonte: Giornale di Brescia

Data di pubblicazione: Giovedì 04 Agosto 2022

 

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