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Buone nuove per i comuni e le società in house: lo dice il Consiglio di Stato

ANAC ha richiesto al Consiglio di Stato di pronunciarsi sulle proprie linee guida recanti «Indicazioni in materia di affidamenti in house di contratti aventi ad oggetto lavori, servizi o forniture disponibili sul mercato in regime di concorrenza ai sensi dell'art. 192, c.2, del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50 e s.m.i.».

Con il dispositivo del 07 ottobre 2021, il Consiglio ha sospeso la pronuncia del proprio parere, adducendo motivazioni di interesse a conferma che per le società in house si avvia una nuova stagione, quantomeno circa il superamento delle prospettate maggior anguste motivazioni che l’Ente Locale dovrebbe fornire a giustificazione della di tale modello organizzativo di gestione. La sospensione del parere viene dal Consiglio giustificato innanzitutto con la prossima introduzione della nuova disciplina prevista dal PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) che dovrà contenere specifiche disposizioni riferite al modello “in house” quale strumento necessario ed essenziale per l’attuazione degli investimenti previsti dal Piano come ben rappresentato dall’ Articolo 9 (Attuazione degli interventi del PNRR):

(…) 2. Al fine di assicurare l'efficace e tempestiva attuazione degli interventi del PNRR, le amministrazioni di cui al comma 1 possono avvalersi del supporto tecnico-operativo assicurato per il PNRR da società a prevalente partecipazione pubblica, rispettivamente, statale, regionale e locale e da enti vigilati.

Il Consiglio di Stato è orientato quindi ad ampliare l’area applicativa del ricorso all’in house providing, quale strumento di autoproduzione che le amministrazioni interessate possono utilmente impiegare, al fine di “sostenere la definizione e l’avvio delle procedure di affidamento ed accelerare l’attuazione degli investimenti pubblici, in particolare di quelli previsti dal PNRR e dai cicli di programmazione nazionale e dell’Unione europea 2014-2020 e 2021-2027”.

Inoltre, sono oramai giurisprudenza consolidata gli orientamenti espressi sempre dal Consiglio di Stato in due ricorsi avversi a Sentenze TAR Brescia, proposti dai Comuni di Albino e di Coccaglio, sempre in ordine alla c.d. “Motivazione rafforzata” nei quali si avalla la modalità scelta dall’Ente di confrontare l’economicità (e non solo quell’aspetto) della Gestione proposta dalla propria Società In House rispetto a parametri standard reperibili in diverse sedi istituzionali (esempio: Osservatorio Rifiuti Regionali, Provinciali, ISPRA) rispetto a parametri molto più restrittivi e di oneroso reperimento (soprattutto in termini di tempo oltre che di difficile attuazione) che si avvicinano ad una procedura similare alla celebrazione di una vera e propria gara ad evidenza pubblica.

Infine, il Consiglio di Stato conclude sulla inopportunità della emanazione delle suddette linee quindi peraltro non imposta da alcuna norma di legge.

Si possono dunque elencare talune valutazioni addotte dal Consiglio di Stato al fine di motivare la sospensione dell’emissione del richiesto parere:

  • ha dato conto che il legislatore ha ampliato l’area applicativa del ricorso all’in house, proprio ai fini della corretta attuazione del PNRR, consentendo di avvalersi del supporto tecnico – operativo proprio delle Società in House;
  • ha evidenziato anche l’introduzione di una disciplina ad hoc legando la motivazione rafforzata al confronto con gli standard di riferimento (esempio CONSIP o Centrali di Committenza Regionali);
  • ha criticato (più o meno velatamente) l’assenza nelle Linee Guida di una qualsivoglia considerazione in ordine al mutato contesto in cui deve essere osservato il fenomeno dell’autoproduzione dei Servizi da parte degli Enti Locali e l’evidente contrasto tra i passaggi contenuti nel documento e l’esplicita disposizione della legge in merito al principio della “riduzione dei tempi” previsto nel D.L. 77/2021 art. 10 c.3;
  • ha infine eccepito che anche il Codice degli Appalti è in fase di profonda revisione prospettata al momento da un DDL finalizzato (anche) a meglio rappresentare le necessità designate dal PNRR.


Questa sentenza apre una strada più ampia alla collaborazione fra Comuni e le proprie società in house, fornendo una corretta interpretazione delle procedure di affidamento previste dalle normative attualmente vigenti anche in virtù delle recenti sentenze favorevoli agli Enti Locali.

Le società in house sono, e va ricordato, una estensione del Comune, un braccio operativo controllato come un proprio ufficio, atto alla piena collaborazione e al raggiungimento dei medesimi obiettivi.

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